COME SI VIVEVA UNA VOLTA (SETTIMA PARTE) I G IOCHI DI UNA VOLTA

 

Come si viveva una volta

dai racconti dei nostri anziani (settima parte)


I GIOCHI DI UNA VOLTA

I giochi si facevano prevalentemente in strada: rincorrersi, nascondino, girotondo, il salto della cavallina e qualche bambola di pezza riempita di segatura o di stracci per le bambine.







Nascondino o rimpiattino gioco di ragazzi all’aperto dove uno estratto a sorte deve contare per dar tempo a gli altri di nascondersi per poi scovarli e toccarli catturandoli prima che essi tocchino il punto di conta.

Queste le regole:

-dopo la conta, a chi tocca, si rivolge verso un muro o un albero e

si conta ad alta voce fino a 20

-inizia la cerca e appena se ne trova uno si grida:”salvato seguito dal nome del trovato”e si corre a toccare il punto della conta e il

giocatore viene eliminato

-se però è più veloce e tocca per primo il punto di conta grida: “salvo tutti” e il gioco ricomincia di nuovo.

-nel caso che l’ultimo non riesca a liberare tutti si prosegue con una nuova conta e a contare sarà il primo che è stato trovato.





Girotondo gioco infantile che consiste nel darsi la mano e girare in cerchio recitando una filastrocca:

Giro giro tondo,

casca il mondo,

casca la terra, tutti giù per terra.

All’ultima strofa ci si ferma e ci si accovaccia e viene eliminato chi non si accovaccia.


Girotondo gioco dello sculaccione

A sorte un ragazzo rimane fuori dal cerchio che per mano si compone.

Quello rimasto fuori correndo all’esterno del cerchio da uno sculaccione ad uno del cerchio che in senso inverso al ragazzo che l’ha sculacciato corrono veloci per andare a tappare il buco creatosi e quello che rimane fuori del cerchio continua il gioco.




Salto della “cavallina”

Il gioco è molto semplice consiste nel saltare sulla schiena del ragazzo che sta piegato in avanti con le mani poggiate sulle gambe e la testa ben coperta. Dopo una breve rincorsa ci si appoggia con le mani sulla schiena scavalcando con le gambe divaricate.

Ci si posiziona a due metri uno dall’altro piegati e l’ultimo dopo breve rincorsa li salta tutti e anche lui si pone nella posizione piegata e parte il secondo e così via.






Gioco dei tappini

Si usavano i tappi di bottiglia a corona foderati con i nomi dei ciclisti e consiste nel lanciare il tappo lungo un percorso prestabilito, con la corona rivolta verso l’alto e il lancio avviene mediante lo scatto di pollice e indice e senza farlo capovolgere o uscire dal percorso stabilito. Come una gara ciclistica c’era la partenza e l’arrivo.








Gioco con le figurine dei calciatori

Si appoggiavano ad un punto stabilito sul muro e si lasciavano cadere a terra, uno dopo l’altro, fino a quando una figurina non cadeva sopra un altra già a terra e in quel caso le figurine diventavano tutte del ragazzo e così via.

Oppure da una linea prestabilita si lanciavano verso il muro e le vinceva tutte chi ci andava più vicino.







Gioco con le biglie di vetro (pirille, vetrone o marmine di marmo)

Si faceva una buchetta nel terreno e i giocatori si ponevano a 4/5 metri lanciando la biglia con lo scopo di centrare la buchetta.

Se nessuna la centrava si procedeva, dal più vicino, con palmo a terra e scatto tra pollice e indice e via di seguito.

Centrata la buchetta ci si posizionava alla distanza di un palmo dalla buchetta e sempre a scatto, tra pollice e indice, si cercava di colpire le altre biglie facendole proprie. Se non si colpivano il gioco passava ad un altro e così via.

Altra variante al gioco era di posizionare una vetrona (biglia più grande) al centro di un cerchietto e a seguire ogni giocatore metteva una biglia tutte in fila. I giocatori si ponevano a un paio di metri e sempre lanciando la propria pirillapp a terra con scatto tra pollice e indice cercare di colpire le biglie precedentemente posizionate. Se si colpiva la vetrona nel cerchietto tutte le altre pirille erano vinte, mentre se si colpiva una di quelle in fila si vincevano tutte quelle posizionate sulla sua destra.


                                                              pirille




                                                          vetrone



Palla prigioniera

Si fronteggiavano due squadre una di fronte all’altra. Si lanciava la palla e se si colpiva uno della squadra avversaria veniva fatto prigioniero. In un tempo stabilito vinceva chi aveva fatto più prigionieri.


Corsa con cerchio e bastone

Si usava un vecchio cerchio di bicicletta e con un bastoncino, facendolo scorrere dentro il cerchione si faceva a gara a chi lo portava più lontano senza farlo cadere.



Bolle di sapone

Si scioglieva in un barattolo un po' di acqua con del sapone, si inzuppava nel barattolo una parte di canna vuota e si soffiava con la bocca facendo a gara a chi le faceva più grosse..





                                               Segue ottava parte

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