COME SI VIVEVA UNA VOLTA (QUINTA PARTE) I BAMBINI E LA SCUOLA
Come si viveva una volta
dai racconti dei nostri anziani (quinta parte)
I BAMBINI E LA SCUOLA
Si deve risalire alla legge Casati del 1859 che introduceva il principio dell’obbligatorietà e gratuità dell’istruzione primaria (I e II classe) e superiore(III e IV classe obbligatoria solo nei comuni con più di 4000 abitanti)
Era obbligatoria solo quella inferiore di due anni ma non essendoci sanzioni molti bambini veniva iscritti ma di fatto non partecipavano.
In questi anni era legale il lavoro dall’età di 12 anni.
Solo la legge Coppino del 1877 sancirà l’obbligatorietà con durata di cinque anni (3 + 2) con esame i terza elementare.
Le materie di studio erano le nozioni dei doveri del cittadino, la lettura, la calligrafia, la grammatica, la storia e la geografia, l’aritmetica e la geometria.
La legge Orlando del 1904 porto l’obbligo scolastico fino a 12 anni.
A scuola si andava a piedi calzando zoccoli di legno, si acquistava un unico sussidiario che veniva passato di fratello in fratello e per astuccio una scatolina di legno con matita, gomma, la penna dove veniva messo in pennino da intingere nell’inchiostro sul banco (in un contenitore di vetro, il calamaio, riempito d’inchiostro dalla maestra) e il quaderno con in genere copertina nera.
La cartella era fatta con la iuta o di cartone spesso a tracolla.
Durante l’inverno gli alunni portavano anche un po' di legna per la stufa.
Le maestre in genere erano severe e si potevano permettere qualche punizione corporale (frustatine con canna sottile,ceffone, tirata di orecchie o dietro la lavagna in ginocchio )
I bambini non s’azzardavano mai a lagnarsi con i genitori perché altrimenti, a casa, avrebbero ricevuto il doppio delle botte.
Non era raro trovare qualche bambino ripetere gli anni più volte.
Nella stanza adibita a aula c’era una lavagna con il gesso, la cattedra i banchini di legno con i calamai e per scaldarsi una stufa a legna di terracotta.
L’abbigliamento era misero: i ragazzi un berretto, una giacca, un paio di calzoni di fustagno a mezza gamba con rattoppi, zoccoli di legno e calze di lana filata in casa.
Le ragazze indossavano una gonnella lunga fino alle caviglie e uno scialle di lana nell’inverno.
La pagella veniva consegnata a metà e alla fine dell’anno scolastico con la valutazione da 1 a 10.
Banchino in legno
Calamaio in vetro
Boccetta di inchiostro
Aula , cattedra e lavagna.
Stufa a legna di terracotta
pagella anno scolastico 1928-1929 Regno d’Italia
pagella anno scolastico 1929-1930 era fascista
A scuola nel dopoguerra…..
Siamo negli anni 50 l’anno scolastico aveva inizio dal 1° di ottobre e terminava a giugno dell’anno successivo.
Si andava a scuola con una vera e propria divisa: i maschi grembiale nero con colletto e fiocco azzurro e le femmine con grembiale nero e colletto bianco. Il corredo scolastico comprendeva la cartella in genere un bauletto di cartone pressato tenuta da una cinghia da portare a spalla, il libro di lettura che dalla terza sarebbe diventato il “sussidiario”, un quaderno a righe e uno a quadretti, un astuccio apribile di legno con penna e pennini, una matita nera e fogli di carta assorbente e una scatola di matite colorate Giotto.
Le classi erano in genere composte da oltre 20 alunni e si ricorda la maestra o la bidella che al mattino controllavano il livello dell’inchiostro nei calamai dei banchini.
L’orario delle lezioni iniziava alle otto e terminava all’una.
Cartella di cartone, quaderni, astuccio in legno, pennini, abbecedario, carta assorbente e pastelli Giotto
Libro di lettura e sussidiario
banchini con calamaio
Pallottoliere per imparare a contare
Segue sesta parte
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