COME SI VIVEVA UNA V OLTA (TERZA PARTE) L'ABITAZIONE E LA VITA DI OGNI GIORNO
Come si viveva una volta
dai racconti dei nostri anziani (terza parte)
L’abitazione e la vita di ogni giorno
Inizio secolo 1900 la vita media era di 50/60 anni forte la mortalità infantile
Oggi la media è di 80 anni per gli uomini e 85 per le donne
COSTI MATERIE PRIME NEL 1900 in lire
Pane 0,45 al kg
Pasta 0,56 al kg
Farina di granturco 0,25 al kg
Farina di grano 0,43 al kg
Carne 1,30 al kg
Latte 0,26 al litro
Zucchero 1,54 al kg
10 sigarette 0,18
un giornale 0,05 (un soldo)
un operaio maschio 2 lire al giorno(10 ore di lavoro)
un operaio femmina 1 lira al giorno
un contadino 0,60 al giorno
LE ABITAZIONI
Le case erano composte generalmente da una cucina con il camino e da una o più stanze dove si dormiva in molti e in qualche caso da una cantina, con finestre piccole e con la stalla e il fienile. I solai con travi e travicelli e i pavimenti di mattoni
Non c’era l’elettricità (arrivata a Ghivizzano negli anni 1920-1930)
la luce era data da lampade a petrolio o da candele di cera (molto costose in quel tempo) che si stava attenti a non consumare, oppure lampade a carburo.(Sostanza solida, con odore caratteristico, che ha contatto con l’acqua reagisce dando luogo alla produzione di acetilene)
I servizi igienici erano un gabinetto quasi sempre su un terrazzino (vedi foto) e il cesso era un buco, collegato all’esterno con la fogna, dove andavano a finire gli escrementi (vedi foto)
Se era in luogo pubblico si chiamava”latrina”.
La fogna esterna era chiamata “Pozzo nero” (dove andavano solo le urine e le feci) e veniva usato per concimare i campi.
Il gabinetto era quasi sempre su un terrazzino (foto sotto) bisognava uscire si casa, e il cesso era con il buco collegato direttamente alla fogna.
Naturalmente non c’era l’acqua in casa e veniva presa alla fontana con dei secchi e portata al lato dell’acquaio(di pietra) e usata per bere e cucinare con un ramaiola.
L’acqua si teneva in una secchia, in genere di rame, che si teneva coperta con un coperchio di alluminio.
I MOBILI
LA CUCINA
Nella cucina c’era il tavolo, le sedie o panche, la credenza( chiamata anche stipo o dispensa), una madia per il pane e altri cibi, il suppidiano, chiamato anche arcile ( dove si tenevano le farine), una piattaia alla parete, con la stoviglieria attaccate ai chiodi, il camino, i fornelli murati a carbone sostituiti poi dalla stufa a legna e un lavello in pietra.
In alcune case accanto al camino, la conca che serviva per fare il bucato.
A sinistra madia per il pane a destra suppidiano dove si
teneva la farina
piattaia a muro
Vecchia cucina con fornelli a carbone, la piattaia a muro e il
lavello in pietra
Vecchia cucina con la stufa economica a legna
La credenza o dispensa
Madia per fare il pane
Cucina di una volta con tavola apparecchiata
CAMERA DA LETTO
La camera era composta da un semplice letto(o più letti) in legno oppure in ferro, da comodini che servivano anche per tenerci il vaso da notte, un armadio per la biancheria o una cassapanca, un cassettone o canterale per la biancheria personale e intima, e per lavarsi un lavabo con catinella e brocca per l’acqua.
Era usanza anche avere ai lati del letto accanto ai comodini piccole acquasantiere e appesa sopra il letto un crocifisso o altra immagine sacra.
Cassapanca e armadio
Vaso da notte
Sopra Cassettone o canterale e comodini
Letto in ferro
Lavabo da camera
materasso di sfoglie di granturco
Materasso di lana e di vegetale
Acquasantiera al lato del letto
I VESTITI
Erano di canapa, cotone o fustagno , rari quelli di lana, si calzavano zoccoli e zoccoloni di legno oppure rozze scarpe.
Gli uomini nelle feste portavano un cappello di panno o feltro, camicia, gilè e giacca
Le donne vestivano con abiti semplici: un ampia sottana, un corpetto, un fazzoletto in testa, uno scialle e il grembiale.
Scarponi originali
Cappello di feltro
La mantellina della nonna
SENZA ACQUA E LUCE ELETTRICA
Non c’era l’acqua nelle case e non c’era l’elettricità.
Per lavarsi si riempiva il catino di acqua.
Al camino acceso, dalla mattina alla sera, c’era sempre un paiolo con acqua calda e la cerimonia del bagno completo veniva fatto, al sabato, in una tinozza posizionata in cucina (la stanza più calda) e ci si lavava a turno.
Ogni due bagni si cambiava l’acqua.
Nell’estate ci si lavava con acqua scaldata al sole o nel fiume.Nella camera c’era un porta catino con un catino e una brocca e al mattino, d’inverno, per lavarsi il viso c’era da rompere il velo del ghiaccio.
Bagnetto nella tinozza
Toilette da camera con bacinella e brocca
Per scaldare il letto si usava un mattone riscaldato nella brace e avvolto in un panno.
Oppure con lo scaldino pieno di brace, sotto il “prete” (vedi foto), da inserire sotto le coperte.
Il “prete”
Il “prete” con scaldino di coccio
Lucerne
Borsa per l’acqua calda di rame
Borsa per l’acqua calda di gomma
lampada a petrolio
lampada a carburo
carburo solido
Segue quarta parte
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