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COME SI VIVEVA UNA VOLTA A CONTATTO CON LA NATURA ( SESTA PARTE )

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  Come si viveva una volta……a contatto con la natura                                  ( sesta parte)                                               GRANOTURCO Già dal fine1700 la coltivazione di questo cereale era molto diffusa in Garfagnana e Mediavalle. Occorrevano terre piane e facili da irrigare. Si seminava ai primi di maggio (il maggese) e a luglio (il sessantino) insieme ai fagioli e la saggina. Il granoturco era portato sulle tavole preparato in vari modi, almeno una volta al giorno , ed era secondo, per consumo, solo alla castagna. L’autunno donava ai boschi e alle campagne colori stupendi e anche le misere case dei contadini contribuivano, in quel periodo, ad arricchire questa tavolozza con le ton...

Vivere Insieme del 19 Luglio 2026

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 Car* amic*, non siamo i nostri difetti, ma le nostre potenzialità di bene. STUPENDA SETTIMANA!

COME SI VIVEVA UNA VOLTA.....A CONTATTO CON LA NATAURA ( QUINTA PARTE )

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  COME SI VIVEVA UNA VOLTA.....A CONTATTO CON LA NATURA                                                   ( QUINTA PARTE )                                                Il grano Alla fine di settembre, dopo aver sistemato il granturco e svinato, si seminava il grano. Si procedeva all’aratura, si facevano i solchi e il seme del grano doveva essere messo nel terreno “né fitto né rado” per essere ricoperto con il marrello (zappa più lunga con due punte lunghe ai lati). Il grano segato veniva legato a mazzi chiamati “mannelli” e poi portato nell’aia dove veniva trebbiato introducendo i mannelli tagliati in modo da trebbiare solo la parte della spiga. Le donne raccoglievano il grano caduto in ...

COME SI VIVEVA UNA VOLTA.... A CONTATTO CON LA NATURA ( QUARTA PARTE )

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  Come si viveva una volta……a contatto con la natura                                  ( quarta parte)                       Il fieno, la vigna e la vendemmia Il fieno è erba essiccata al sole, raccolta immagazzinata per alimentare gli animali. Una volta, nel periodo estivo, si tagliava l’erba con il falcione (frullana), poi lasciata sul terreno veniva rivoltata varie volte e quando secca trasportata con un carretto, dentro le “grine” (grosse ceste di vimini intrecciate) o con la rete (formata da due aste di legno collegate da cordicella) in genere nel fienile che era al piano superiore della stalla per poi foraggiare, da una apertura nel pavimento che corrispondeva alla greppia, gli animali sottostanti. Il fieno veniva mantenuto anche all’aperto i...

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