COME SI VIVEVA UNA VOLTA (UNDICESIMA PARTE) LA RADIO E LA TELEVISIONE
Come si viveva una volta
dal racconto dei nostri anziani (undicesima parte)
La radio, il giradischi, il juke-box e la televisione
Grammofano,giradischi,mangiadischi e juke-box
A Ghivizzano già prima della seconda guerra mondiale qualcuno possedeva il “grammofono” apparecchio in grado di riprodurre meccanicamente il suono sfruttando le vibrazioni incise su un disco attraverso una tromba di ottone.
grammofono
Dalla metà del 1950 si passò al giradischi elettrico che emetteva il suono attraverso un altoparlante inciso su dischi a 33, 45 e 78 giri.
Negli anni 60 arrivò il “mangiadischi” che era un giradischi portatile automatico a 45 giri.
Gli anni 60 e 70 i giovani si ritrovavano nelle case dove si organizzavano semplici feste danzanti, mentre al bar (da Barsante) arrivò il “juke-box” che permetteva l’ascolto di brani musicali in modo automatico contro l’introduzione di una moneta al suo interno e alla scelta della canzone da parte dell’ascoltatore (si poteva scegliere su 120 canzoni)
Da “Barsante” con il “juke-box” si riconoscono Rossi Gisberto , Cecchini Amerigo, Piero Riani, Sonia Saisi e Raffaella Maestrello.
Nella foto il “Juke-box” sotto “Barsante” con in primo piano Puccini Elio
I dischi a 78 giri erano stampati in resina di gommalacca e avevano un diametro di 30 cm. giravano facendo 78 giri in un minuto poi con l’arrivo dei giradischi e i mangiadischi arrivò il vinile o disco microsolco rallentando la velocità e la qualità del suono.
La radio
Le trasmissioni radio iniziarono il 6 ottobre 1924 (il primo prototipo di radio fu brevettato il 5 maggio 1896 da Guglielmo Marconi)
Negli anni successivi si diffuse in Italia le trasmissioni via radio e la gente non potendo permettersi una radio nella propria casa, si recava ad ascoltarla nei bar e nei locali pubblici e la propaganda fascista favorì la diffusione di altoparlanti che collegati agli apparecchi trasmettevano i discorsi del Duce e i bollettini di guerra nella piazza del paese. (guai a non togliersi il cappello)
Si ricorda un certo Bertoldi che metteva a disposizione la sua radio da ascoltare in pubblico.
DICHIARAZIONE DI GUERRA
Si ricorda che il delegato del paese sig. Giuseppe Puccini il 10 giugno 1940 mise una radio a disposizione degli abitanti del castello sul terrazzo di casa che da sul piazzale dell’asilo affollato di gente per ascoltare la dichiarazione di guerra e le trasmissioni EIAR (Ente italiano audizioni radiofoniche)
La televisione
La Rai iniziò le trasmissioni su un solo canale il 3 gennaio 1953 e negli anni successivi i primi televisori arrivarono a Ghivizzano.
La prima televisione si andava a vedere in canonica dal parroco don Meschi, o presso i bar del paese dove si ricordano grandi pienoni per assistere alla quiz “Lascia o raddoppia”presentato da Mike Buongiorno.
Nel tempo il televisore è entrato in tutte le case passando dal bianco e nero al colore.
Da un articolo del marzo 1956
….si ricorda che al marzo 1956 a Ghivizzano funzionavano solo 5 televisori: Da Barsante, Da Silvio, al Circolo, da De Monge e dal Priore.
I programmi sono molto seguiti ma quello più interessante è “Lascia o raddoppia” con il rischio, se non si va in anticipo, di non vedere niente, addirittura di dover rimare fuori dal locale.
Oggi l’avvento di internet ha trasformato radicalmente le nostre esigenze nel campo delle telecomunicazioni apportando cambiamenti che sarebbero potuti sembrare fantascientifici fino ad una ventina di anni fa.
Segue dodicesima parte
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