COME SI VIVEVA UNA VOLTA (TREDICESIMA PARTE) LE MALATTIE

 

Come si viveva una volta

dai racconti dei nostri anziani (tredicesima parte)


LE MALATTIE

Ci si curava in casa con l’aiuto dei parenti e dei vicini o altrimenti si ricorreva al parroco o ad anziani o persone con doti particolari che conoscevano le proprietà delle erbe.

Nei casi difficili ci si affidava alla Fede con il potere di guarigione della preghiera.

I nostri vecchi non amavano molto i dottori perché volevano soldi e le famiglie non ne avevano. L’ospedale non era di moda e se vi si doveva ricorrere si usava una lettiga trainata da un cavallo.

Quando si trattava di polmonite l’unica medicina era un salasso a mezzo di “sanguisughe” (specie di Anelidi che sono come dei vermi lunghi da 5 a 10 cm) e altro medicamento importante era l’olio di ricino.

Purtroppo la mortalità era alta specie nei bambini a causa spesso di mancanza di cure, per denutrizione o deficienza di igiene.

Per sterilizzare siringa e aghi si usava un piccolo contenitore di alluminio che riempito di acqua si metteva sulla stufa a far bollire.











                                                     La sanguisuga

Questi i possibili rimedi:

Reumatismi

Applicare sul punto dolente o zona reumatica una foglia di cavolo verza facendola aderire alla pelle con un bendaggio e tenerla per tutta la notte.


Tosse

Per far passare la tosse, il raffreddore, la febbre e il nervoso si faceva bollire fiori di tiglio in una scodella d’acqua bevendo la tisana ben calda e zuccherata oppure tisana con rosmarino, salvia e aglio.

Le nostre nonne dicevano di bere, prima di andare a letto, una tazza di latte e miele caldo (per gli adulti con aggiunta di grappa, cognac e rum)


Malattie della pelle

Bere decotti di radicchio o cicoria o tisana di foglie di nocciolo


Ustioni

Lavare con acqua fredda la bruciatura poi applicare fette sottili di patata oppure sbattevano l’albume dell’uovo con olio e acqua e lo applicavano sulla parte scottata.


Contusioni

Mettere sulla parte dolorante una pezzuola bagnata in acqua fredda


Slogature

Bagnavano della canapa nel bianco d’uovo montato a neve e fasciavano l’arto slogato (la chiarata) che asciugandosi diventava rigida, il giorno dopo la toglievano e a volte ripetevano l’operazione.


Punture di insetti

Facevano pressione con una lama metallica e poi ci strofinavano la cipolla.


Mal di orecchie

Andavano da una donna che allattava un bimbo maschio (una bambina non andava bene) si facevano dare un po di latte e lo inserivano nell’orecchio che faceva male.


Mal di denti

Masticavano prezzemolo per calmare il male.


Mal di testa

Tagliavano un patata a fette e la applicavano sulla fronte riposando al buio.


Stitichezza infantile

Mettevano ai bambini uno stelo di prezzemolo unto di olio nel sedere o davano a bere un decotto di foglie di ortica.

Anche per gli adulti si usava fare il clistere (vedi foto) con acqua di malva, camomilla e finocchio.

Come purgante si usava l’olio di ricino che è un forte lassativo di gusto sgradevole.










Il famoso purgante e la macchinetta e la peretta per il clistere


Vermi intestinali dei bambini

Si mettevano al collo collane con infilzati spicchi di aglio e i genitori controllavano le feci fatte nel vaso (la causa di questi parassiti nell’intestino erano dovute essenzialmente dalle scarse condizioni igenico sanitarie)


                                 Collanina di aglio da mettersi al collo la notte


Integratori

A causa dell’alimentazione scarsa e povera di grassi nobili si dava ai bambini un cucchiaino di olio di fegato di merluzzo ricco di vitamina A e D.

I pidocchi

I pidocchi erano sintomo di poca igiene personale e si passavano dai capelli dei ragazzi gli uni a gli altri.

I pidocchi sono parassiti che si nutrono di sangue umano e vivono sul cuoio capelluto . Sono molto proliferi e depongono tra i capelli le uova che si chiamano lendini e si prendono per contatto

Si combattono con lavaggio dei capelli con acqua e aceto.

Le mamme con la “pettinella”(pettinino molto fitto) passavano i capelli più volte per togliere i pidocchi e le lendini.




Proverbi

-Se sana vuoi campare erba e frutta hai da mangiare

-Una mela al giorno leva il medico di torno

-Finché la bocca prende e il culo rende vado in tasca alle medicine e a chi le vende

-Ne ammazza più la gola che la spada


Il “malocchio” e i “segnatori”


Il “malocchio” è una forma di superstizione di provocare effetti malefici con lo sguardo (occhio che getta il male) su persone, animali e cose dato a causa di invidie, ossessioni e delusioni.

Alcune persone anziane credono fermamente mentre la maggioranza racconta con il sorriso sulle labbra varie esperienze risolte da “guaritori” (persone del posto) in genere con il rito dell’olio in un piatto fondo con dell’acqua.


Nel nostro paese esistevano delle persone che si diceva avessero il potere di “segnare”(far sparire) le verruche, volgarmente chiamati porri, che sono piccole escrescenze cutanee.

La “segnatura” consisteva in alcuni segni fatti con la mano o con alcuni oggetti specifici sulla parte interessata, associata ad alcune formule in genere di carattere cristiano.

Questa pratica si usava anche per togliere il “malocchio”.


A Ghivizzano si ricordano Giulianetti Liberina, Parducci Giulio e Antoni Luisa.


Il dottor Acone….un luminare.


Il dottor Acone era, fine 800 inizio 900, un medico di origine siciliana che aveva lo studio a Bagni di Lucca ed era considerato un luminare di quei tempi.

Anche a Ghivizzano era conosciuto per la sua fama e a lui accorrevano coloro che non trovavano soluzioni alle malattie.







Segue quattordicesima e ultima parte

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