ATTIVITA' COMMERCIALI NEL CASTELLO
ATTIVITA’ COMMERCIALI NEL CASTELLO
Ieri e oggi
Negozi in Castello e trasporti merce nel 1857
In occasione della ricostruzione del campanile un foglietto di pagamento datato 30 giugno 1857 ci fa sapere che Giovanni Camilli aveva un esercizio di alimentari per aver fornito “pane e prosciutto” ai trasportatori di pietre. Il negozio vendeva anche chiodi, funi e saponi.
Altro esercente era Francesco del Giallo (negozio locanda in via Nazionale di là dal Segone identificato in quello di Sasso Eda) che il 12 agosto 1857 fornì per ristori 17 pani ai portatori di pietre e Luisa Raffaelli il 26 luglio 1857 riscosse lire 7 e mezzo per 5 fiaschi di vino.
I trasporti per strada carrozzabile con “barroccio” erano fatti da Francesco Mei che fu pagato il 22 dicembre 1857 mentre Costantino Pacini reclamò per non essere stato pagato per cinque vetture con “barroccio” di calcina dalla Fegana per un totale di lire 9.
Dal censimento del 1952 la via centrale chiamata via di Castello fu cambiata nell’attuale via David Camilli
Al termine della strettoia nella casa con terrazzo del nonno di Lucchesi Agostino, attuale casa di Sauro Mallegni, c’era un’osteria per la mescita del vino. L’ingresso era al posto della finestra.
Nella propria casa, in via David Camilli, nei locali al piano terra, Facchini Morena svolgeva l’attività di parrucchiera.
IL VECCHIO NEGOZIO DI SALE E TABACCHI
Nella attuale casa di Rosanna Franceschini c’era la rivendita di sali e tabacchi con bancone e qualche tavolo dove la sera si giocava a carte.
Si trovava tabacco, sigari e sigarette, biscottini e dolciumi e si faceva il caffè con il bricco.
Chi andava a comprare il sale portava un piatto dentro un fazzoletto a quadretti per deporvelo dopo averlo pesato.
In un grosso barattolo c’erano i “nic-nac” che erano dei biscottini a forma di animali o lettere dell’alfabeto.
Oltre al tabacco normale si vendeva “lo zinzillo” che era un tabacco da fiuto che poteva essere masticato (cianciucato) e le donne lo sniffavano mettendolo su per il naso (stabaccata)
La padrona della rivendita era Penelope Martinelli detta Pene, che era sorella del nonno di Gianluca Martinelli diventato poi un ottimo tenore. (Penelope era nata nel 1866 e morta nel 1956.)
Il fratello di Penelope, Luca, faceva il gelato in un recipiente che ai lati conteneva del ghiaccio, comprato a Ponte all’Ania.
Nella foto si vede il cartello “Sale e Tabacchi”
Accanto alla vecchia tabaccheria nel 1951 fu aperto un negozio di alimentari con licenza di vari generi (frutta e verdura, carni mescita di bevande alcoliche) da Bellandi Aldo che poi fu gestito dalla madre Nesi Maria con la collaborazione delle figlie Anna e Alda. Alla prematura morte della figlia Anna nel 1957 il negozio fu affidato alla figlia Alda per poi passare, nel 1967, a Gabriella Picchetti che poi spostò il negozio nella propria casa in via David Camilli 34 dove si trova oggi, gestito dalla figlia Marchi Lara, ed è l’unico negozio aperto a tutt’oggi nel Castello.
Il negozio faceva anche il servizio di distribuzione di bombole di gas da cucina.
Si ricorda che, in una stanzetta nella vecchia casa canonica, Maggianetti Daniele detto “Dagne” faceva il barbiere.
Foto negozio alimentari con Bellandi Alda
Attuale negozio alimentare di Marchi Lara e sotto interno negozio
Al banco del negozio Lara e la madre Gabriella
Bar De Monge in Castello
L’attività della famiglia di De Monge Umberto e delle moglie Lotti Lucia inizia sulla “Porta” (nel luogo della foto) per poi passare nella casa di proprietà, dove era nato l’8-11-1572 il celebre matematico Girolamo Bastiani) in via David Camilli con un negozio di bar con sali e tabacchi e generi alimentari.
Si ricorda nel 1920 la casa era di Ferrari Franco padre di Annunziata, madre di Vincenzo e Giancarlo Frediani, successivamente comprata da De Monge Vittorio.
Il bar e gli alimentari erano in stanze comunicanti e l’ingresso degli alimentari si trovava nella stradina che porta all’asilo delle suore.
Si ricorda che il bar gestiva un campo per il gioco delle bocce che era al Poggione dove ora c’è il parcheggio.
Vecchia foto ripresa nella stradina che porta all’ingresso dell’asilo Sotto gruppo di giocatori di bocce dove ora c’è il parcheggio in via delle Molina allora gestito dal bar De Monge.
Alla fine degli anni 70 il negozio fu gestito per un periodo da Ginetta Casini per poi ritornare a De Monge Vittorio, che rientrava da un periodo di lavoro in Libia, che trasforma e adegua il locale ampliandolo e rendendolo accogliente. Negli anni 80, Vittorio chiude il negozio di alimentari e usa il locale tutto a bar fino al 1991 quando la gestione passa a Frati Pietro e con lui la chiusura definitiva nel 1995.
Si ricorda che Pietro Frati gestì il locale dal settembre del 1991 ampliando la clientela anche dai paesi limitrofi inserendo un forno elettrico e facendo una buona pizza, servendo anche dipendenti e clienti della scuola materna che era nel vicino Asilo, poi trasferita a Calavorno.
Sopra De Monge Vittorio, poi Umberto e Lucia Lotti e
Sotto porta d’ingresso del Bar e qui sopra Vittorio e Vittoria al bar
Nel casamento davanti al bar De Monge si ricorda in una stanzina (vedi foto) un recapito, a giorni alterni, del macellaio Mariano Frediani (aveva il negozio all’Osteria) che con la sua moto e la sporta di paglia serviva i castellani prima nella casa davanti all’ingresso alla Torre (nella casa di Dalva Antoni, dove ora c’è una finestra) per terminare il servizio nella piazzetta in via David Camilli (sotto nella foto nella porta a destra)
Frediani Mariano con la moglie Bruna Berti
Accanto per diversi anni era in funzione la falegnameria di Muzzarelli Aldo e accanto il negozio di merceria gestito da Pasquina Mei Bonelli ( oltre che negoziante maestra e poetessa, di lei se ne parla in altro articolo)
Nella foto a destra ingresso merceria e a sinistra falegnameria
Vecchia foto con sulla sinistra ingresso merceria di Pasquina in via Davd Camilli
Nel 1994 la casa e il negozio furono comprati da Maria Celide Lucchesi (sposata con Paolo Ioni) che cambiò la merceria in “Abbigliamento-profumeria Celide” cambiando l’ingresso dove prima c’era la falegnameria. Il negozio chiuse nel 2009.
Maria Celide Lucchesi
Nella casa in via del Forno, allora di proprietà del Comune, Giulianetti Giulio faceva il falegname e Allori Guglielmo in casa propria, in via Sossala, faceva il ciabattino.
Si ricorda nella casa Pierotti, davanti la chiesa di Sant’Antonio, Pierinelli Giuseppe detto “Beppe” che faceva gli zoccoloni.
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