STORIA DELL'ASILO "IMMACOLATA CONCEZIONE" - PRIMA PARTE
STORIA DELL’ASILO
“IMMACOLATA CONCEZIONE”
(prima parte dal 1905 al 1953)
L’asilo “Immacolata Concezione”
Il palazzo dell’asilo risale al 1400 e apparteneva alla famiglia Nuti e dopo vari passaggi di proprietà fu acquistato da Monsignor David Camilli, vescovo di Fiesole, nativo di Ghivizzano , donato alla parrocchia perché fosse adibito all’educazione morale e civile dei bambini. Questo avvenne nel 1905..(sembra che l’ultimo proprietario fosse un certo Raffaelli Pino)
La gestione educativa fu affidata alle suore Dorotee di Lucca ed in seguito a quelle Clarisse Francescane Missionarie del SS. Sacramento di Beltinoro, subentrate nel 1912.
Storia dell’acquisto dello stabile denominato “Asilo infantile” Dal testamento di Mons. Camilli e vari passaggi. Il fabbricato nominato “Asilo Infantile”è pervenuto tramite il testamento di Mons. David Camilli. A proposito di questo ultimo fabbricato ecco un riassunto storico:ai primi del 1900 detto stabile era di proprietà, parte di Iacopo Raffaelli e parte di Lorenzo Cipriani. Da questi fu acquistato, mediante atto di compera, da Mons. David Camilli vescovo di Fiesole e ghivizzanese di origine: la parte del Cipriani fu acquistata nel 1903, la parte del Raffaelli fu acquistata nel 1904.
Mons.Camilli acquistò questo fabbricato col preciso proposito di adibirlo come asilo infantile parrocchiale e così donarlo in proprietà alla chiesa , anzi già prima dell’atto di acquisto il fabbricato suddetto veniva usato come asilo e questo fin dal 1902.
Detto fabbricato però come proprietà non passo subito alla chiesa; cioè Mons. Camilli non lo donò alla Chiesa, ma restò fra i suoi beni e in forma di testamento fu lasciato a Mons. Conti Giuseppe, il quale per atto di donazione lo passò dopo alcuni anni alla Società Anonima Lucchese, che lo tenne fra i suoi beni fino al 1935; sciolta questa società il fabbricato passò per atto di acquisto fra i beni di Don Fabio Giannecchini, il quale per ultimo lo donò alla chiesa nel 1958.
Tutti questi passaggi, che possono sembrare inspiegabili all’occhio del profano, erano giustificati dall’insicurezza dei rapporti tra la Chiesa e lo Stato.
Vecchia foto dell’ingresso dell’asilo
3 agosto 1965 nel giardino delle suore
Recita asilo 1969
ARRIVO A GHIVIZZANO DELLE SUORE DI SANTA DOROTEA
22 OTTOBRE 1905
Istituto di S.Dorotea
Barensi Suor Felicina fu Eugenio al secolo Antonietta
17 agosto 1852
Groppi Suor Angelica di Domenico al secolo Alfonsa
21 giugno 1841
Barboncelli Suor Giacinta di Lorenzo al secolo Rita
8 marzo 1860
Luporini Suor Tecla di Pietro al secolo Estere
18 febbraio 1883
Nannini Suor Rosa di Florindo al secolo Maddalena
26 febbraio 1874
Romanini Suor Benedetta di Filippo al secolo Elvira
24 aprile 1881
P.S. Il giorno 22 ottobre 1905 fra l’entusiasmo di tutto il
paese fecero solenne ingresso in paese le Suore di
Santa Dorotea.
ALUNNE
Bonugli Natalina Rita figlia di Giuseppe e di Faustina Bonugli nata il 28 ottobre 1901 e battezzata il 5 gennaio 1902 nella Chiesa del Sacro Cuore di Gesù in Boston(Mass.) Stati Uniti come da certificato in data
10 gennaio 1909. Reverendo Efisio Cabras
L’insegnamento e l’opera delle suore fu per tutta la popolazione un punto di riferimento e per i piccoli assistenza e educazione ma anche luogo di avviamento al lavoro manuale per le ragazze con la scuola di ricamo e più tardi, anche di maglieria per donna.
Terminate le lezione alle Elementari le fanciulle passavano il pomeriggio sedute ad un tavolo sotto l’occhio esperto di una suora imparando a ricamare biancheria,corredi ,centrini alternando il giornino col punto pieno, l’intaglio al punto croce, il gigliuccio al punto ombra. Naturalmente oltre ad imparare il ricamo si imparavano l’educazione e le buone maniere.
In alcune occasioni, come nel carnevale o nella ricorrenza di San Giuseppe,onomastico del parroco Meschi, si organizzavano spettacoli di arte varia con commedie o farse e veniva, per l’occorrenza preparato un palco nella sala d’ingresso che era la più grande, provvedendo anche alle scenografie e i costumi.
Negli anni sessanta le suore Francescane si ritirarono presso la Casa Madre di Bertinoro, causa mancanza di vocazioni e quindi di personale, cosi facendo terminò la scuola di ricamo.
Dagli atti dell’archivio risulta che il parroco Don Giuseppe Meschi si impegnò molto nel cercare un altro ordine di suore ma il risultato fu negativo e la causa fu sempre quella di mancanza di personale.
Compromesso per l’asilo di Ghivizzano
del 22 giugno 2012
Madre Generale Clarisse SS.mo Sacramento
Badia di Bertinoro
Nel nome del Signore
Per dilatare il Regno di Gesù Cristo, fare crescere la gioventù al suo ineffabile Amore, propagare la devozione della Vergine Immacolata, si accetta la fondazione di Ghivizzano(Lucca) alle seguenti condizioni:
1°Sia dato il locale del fu Mons.David Camilli fu Bartolomeo, già Vescovo di Fiesole, posto a mezzogiorno del Castello di Ghivizzano, con l’annesso Orto e Cortile ad uso perpetuo, e quindi nessuno possa mai rimandare le Religiose Clarisse del SS.mo Sacramento della Badia di Bertinoro.
2°Come proprietarie pagheranno le tasse, se pure il Signore manderà generosi benefattori.
3°Le Clarisse saranno libere al locale di fare quelle modificazioni necessarie e utili all’opere che ivi vi faranno.
4°I restauri saranno fatti dalle Suore, ma costrette a forza governativa a lasciarlo, saranno rimborsate da chi rimane il locale.
5°Le Clarisse hanno decisa volontà di sacrificarsi per il paese di Ghivizzano con dimora stabile ma siccome riesce impossibile togliere l’eventualità dell’introduzione di una persona estranea all’istituto, per questo e per altre ragioni di prudenza si assume ogni nostra obbligazione a modo di esperimento per tre anni, dopo il quale durando le cose tutte
nel periodo di esperimento, l’obbligazione potrà essere perpetuata.
6°Le Suore, ricevendo il locale con l’orto e il cortile ad uso in perpetuo,dichiarano di accettare l’onore dell’asilo gratis, o meglio scuola d’infanzia di ambo i sessi, a condizione vi sia una donna come bidella nelle ore in cui i fanciulli stanno all’asilo.
7°Oltre l’asilo le Suore saranno libere di fare tutte le opere che stimeranno del caso senza che °nessuno possa vietare d’imporre.
8°Ma fin d’ora si dichiara che le Clarisse apriranno tosto come è suggerito dalle loro costituzioni Oratorio Festivo, Catechismo, scuola di lavoro alle figlie del popolo senza mensile ma per amor di Dio, ben certe, che lavorando per lo Sposo Celeste la Divina Provvidenza penserà a nutrire le Vergini a Dio sacre.
9°Dipendenza assoluta dalla Casa Madre, con la piena libertà di mandare il numero delle Suore che stimerà, fare i cambi opportuni, svolgere l’Apostolato che offrirà Gesù Cristo stesso. La direzione spirituale dai RB.PP. dell’Ordine F. Minori Curia Generalizia S. Antonio Roma.
Badia di Bertinoro (Forlì) oggi 20 Maggio 1922
-Firmata- Suor Maria Chiara Serafina di Gesù
Madre Generale Clarisse SS.mo Sacramento
Richiesto e ricopiato oggi 22 giugno 1912
Per quanto può dipendere da me nella mia qualità di erede del defunto Vescovo Mons. David Camilli, approvo le suesposte condizioni, meno la quarta perciò che concerne il rimborso di spese per restaurare il locale fatte dalle Suore in caso di espulsione per parte del Governo.
Come pure dichiaro di non assumermi in verum nuovo mantenimento della donna come bidella di cui al n° 6.
Fiesole li 15 luglio 1922
-Firmato- Cann. Giuseppe Conti
Notizie varie
Da “La buona parola” L’eco di Ghivizzano febbraio 1932
La sera del 10 dicembre 1931giunsero tra noi le nuove Suore , destinate dalla Casa Madre di Bertinoro, alla Direzione del nostro asilo infantile “Immacolata Concezione” e del’ istituto “Mons. David Camilli”
L’asilo è stato affidato a Suor M.Angiolina dell’ Arcangelo Gabriele della Badia di Beltinoro; la scuola di ricamo a Suor Maria Lidia dell’Immacolata e le scuole elementari alla signorina Palma Galipoli
Per superiora è stata mandata Suor M. Imelde che reggerà la casa fino alla venuta della superiora effettiva, attualmente impedita di assumere la direzione.
Il giorno di Natale abbiamo assistito ad un saggio di una accademia infantile, data dai bambini e le bambine dell’asilo. Al termine sono stati consegnati ai bambini i regali che la buona fata, venuta durante la notte ha lasciato sull’albero del Natale e il numeroso pubblico presente rimase meravigliato dell’opera svolta in così breve tempo dalle Suore.
Le sere dell’8 e 11 dicembre 1932 fu rappresentato nel “teatrino delle suore” il dramma “La vendetta della zingara”preceduto da canti.
Il dramma in quattro atti fu presentato magnificamente dalle signorine delle scuole strappando non solo battimani , ma anche qualche lacrimuccia di commozione. Terminò il trattenimento con la brillante farsa “un avviso economico in quarta pagina” che fece scucire dalle risa.
La sera del 18 dicembre poi, fu rappresentata nel Teatro del dopolavoro a beneficio delle opere assistenziali del luogo.
Da un articolo del gennaio 1933
Alla direzione dell’asilo è rimasta Suor Imelde mentre l’asilo infantile è stato affidato alle premurose cure di Suor Candida del Bambino Gesù.
Il doposcuola è affidato a Anna Maria Fadda e a Suor Maria Lidia la scuola di lavoro (era molto brava nell’arte del cucire e del ricamare)
La solerte Suor Imelde ha organizzato, con il concorso dei genitori, un albero con tanti regali per i bambini.
Risposte alle domande del questionario per la S. Visita
in data 21 agosto 1934
-In questa casa le suore sono n° 3 ed una postulante; osservano le leggi delle costituzioni dell’Istituto.
-La Superiora è Suor Maria Scolastica di S. Domenico.
L’ufficio di portineria è fatto dalla postulante, Suor Maria
Candida disimpegna l’ufficio di reggente all’Asilo Infantile.
Suor Maria Lidia si occupa della scuola di lavoro.
-Si registrano su appositi libri le entrate, l’uscite giornaliere
comprese le offerte.
I frutti e le doti vanno tutti alla casa Madre per il mantenimento
del Noviziato e per bisogni dell’Istituto e specialmente delle
Missioni.
La Religiosa non può amministrare i propri beni. Non vi è il libro delle deliberazioni capitolare perché non vi si tiene capitolo.
-Non vi è Noviziato, né educandato, solo alunne di lavoro esterne all’Asilo Infantile pure esterno.
-Si osservano le regole circa la comunicazione con le persone
esterne. Le lettere sono spedite e ricevute dalla Superiora.
Non si tengono corrispondenze o visite se non in casi straordinari
Il ricavato dal lavoro di ciascuna Religiosa si versa nella cassa
comune come pure il denaro ed altro che ricevono dalle proprie
famiglie.
-Nel convento non entrano libri ne giornali che possono dissipare
lo spirito religioso. Al Convento vi sono vicine alcune case, ma
non turbano la libertà delle Religiose. Non vi è tutte le mattine la
S. Messa, ma solamente un paio di volte al mese.
Il giorno 19 di ogni mese si tiene una giornata Eucaristica con il
SS.mo Sacramento esposto alle Religiose ed per i secolari si
alternano a vicenda perché non manchino gli adoratori al SS.mo
Sacramento.
La Superiore del Convento
Suor Maria Scolastica Zaroni
Da “L’angelo della famiglia” del Luglio 1934
Festa all’asilo la sera di San Pietro
I bambini e le bambine dell’asilo infantile preparati dalle Suore Francescane del nostro Istituto hanno dato un saggio-rappresentazione con questo programma:
1 Preghiera e canto
2 Il saluto dei bambini, prima del saggio
3 Poesia d’0ccasione al Rev.do Vicario
4 Idem al Segretario del Fascio, Il saluto fascista.
5Poesia al Duce. La pace e Mussolini.
6 Marcia con canto sul motivo di Giovinezza
“Sian piccoli bambini”
7Il fotografo: Scherzo fra quattro bambini.
8 Scena musicale, “Il gioco delle vecchine”
9 La signorina..in erba Scherzo fra due bambine.
10 Cuor contento. Canto
11 La signorina...per forza. Monologo
12 La fioraia. Canto
13 Ringraziamenti dopo il saggio.
Bella festa con tanti applausi.
Da”L’angelo della famiglia” del novembre 1937
si ricorda che in sostituzione di Suor Alfonsina, maestra d’asilo infantile e di Suor Gaetana, maestra della scuola di lavoro, sono arrivate, dalla Casa Madre di Bertinoro, Suor Tecla e Suor Daniela.
Da un articolo di Eco di Ghivizzano febbraio 1940
Per iniziativa del Priore e d’intesa colle principali famiglie del paese è stato costituito un “Comitato pro Asilo Infantile” collo scopo di provvedere ai bisogni e al mantenimento di questa nostra cara Istituzione. Il Comitato si compone di:
Soci Fondatori con un offerta annua di L. 100
Soci Sostenitori con un offerta annuale di L. 20
Soci Ordinari con una offerta di L. 10
Le oblazioni obbligano solamente per un anno. I nomi degli oblatori verranno iscritti in un Albo d’Onore da collocarsi nella Sala dell’Asilo.
Soci Fondatori:
Pacini Cav. Luigi-Don Tofani Amedeo-Galanti Gugliemo-Pacini Edvige-Leoni Ing. Ugo.
Soci sostenitori:
Cipriani Ilda-Franceschini Sabatino-Lucchesi Gaetano-Cardosi Mansueto-Lazzareschi Leonilda-Cantoni Long Flavia.
Soci ordinari:
Piacentini Francesco-Poli Angelo-Puccini Carlo-Rigali Angela-Lucchesi Settimo-Franceschini Umile-N.N.
Nel dopo guerra al convento di Ghivizzano collaboravano le sorelle Lucchesi Lea e Ersilia specie in cucina e si ricorda il Susini che si adoperava a risolvere i vari problemi prestando volontariamente la sua opera.
* Dall’eco di Vita Parrocchiale del maggio 1951 si riporta che stanno terminando i lavori di restauro e sistemazione all’asilo e tra i benefattori troviamo: Sua Santità Papa Pio XII con L. 100.000 – Società Selt-Valdarno l. 10.000 – Pacini Edvige L. 10.000 e da una fiera di beneficenza l. 85.000.
I lavori fatti sono tre pavimenti ricoperti con mattonelle di graniglia; due gabinetti igienici moderni con lavandino; pittura di tutti i locali restaurati e sistemazione di finestre, porte e i mobili dell’asilo.
Carnevale all’Asilo
Per festeggiare il carnevale nel febbraio 1952 la Madre Superiore, Suor Benedetta e Suor Cornelia organizzano nel teatrino dell’asilo una festa dove alcuni dei bimbi hanno messo in mostra ottime doti recitative e canore.
Luigi Bernardi e Natalino Agostini sono stati eccellenti protagonisti nel dialogo cantato “Che si fa signor marito” e nella farsa “Il moro che non è moro”.
La farsa “L’ordine di russare” e la canzone “L’alpino”
sono stai eseguiti magistralmente dalle signorine Bonelli Bruna, Lucchesi Wilma e Trafieri Gioconda.
La grazia e la leggiadria sono state ammirate nella “Piccola fioraria olandese” che Enrica Simonelli mentre distribuiva fiori ha cantato.
Bravo il piccolo Giuseppe Bernardi nello scherzo “Ogni cosa al suo posto” e la bambina Ginetta Agostini nella “Ninna nanna alla bambola” si sono fatti molto applaudire.
Profonde risate hanno salutato le battute del comico Sauro Saisi nella canzone “Sono fumatore” e nello scherzo “La famiglia dei Gobbi” insieme a Cecchini Alfredo.
Belle parole per le suore che hanno saputo istruire e preparare con tanto entusiasmo e passione i giovani attori.
Da un articolo dell’aprile 1953
Le Suore con molta pazienza hanno allestito in varie sere durante il Carnevale delle belle recite fatte da bravi giovani e giovinette.
Sono state eseguite due commedie:
-Follia di giovinezza
-L’onomastico della mamma
Due farse:
-Maestro di musica
-Non più sordi in locanda
Vari bozzetti comici:
-Canta che ti passa
-Castelli in aria
-La ricottina
-I Bersaglieri
-Le vecchine
Un intermezzo:
-La fioraia
Vari scherzi comici:
-Pinocchio e Tommaso
-I sogni, il mondo a rovescio, l’omo allegro
-Il dottor Giovan Trabicolla
-Scherzo carnevalesco
Grandi applausi per tutti dai più piccoli ai ragazzi e le ragazze più grandi con la sala ogni sera strapiena.
Colonia estiva nel dopoguerra
Le suore al termine della scuola, nel periodo estivo, organizzavano la “colonia” per tutti i bimbi.
Al mattino si rimaneva nei locali dell’asilo e oltre la preghiera si giocava in attesa del pasto del mezzodì.
Rosanna Franceschini ricorda i pentoloni con pastasciutta o minestrone che veniva servito ai bimbi a mezzogiorno; i riposino dopo mangiato, specie per i più piccoli, e gli spostamenti all’aperto nel pomeriggio, alternando la “piana di Cagliaccio” alla spiaggia del Serchio nella zona verso Calavorno (zona dove c’era la ditta “Minetti” che trasformava i sassi in sabbia)
Ricorda inoltre le ceste che le suore preparavano che contenevano la merenda con pane e marmellata che suor Benedetta distribuiva a tutti come prima di desinare il passaggio e l’obbligo di bere un cucchiaio di “fegato di merluzzo” come ricostituente.
Queste colonie erano sovvenzionate anche dal Vaticano che inviava i generi alimentari.
Colonia Pontificia
….Il 1 agosto 1953 si apriva nel nostro paese la colonia diurna sotto in patronato della Commissione Pontificia di Assistenza e diretta dalla Suore dell’asilo.
Cinquanta bambini e bambine per 30 giorni vengono raccolti all’asilo dando ad essi un vitto sano e nutriente oltre al divertimento adatto alla loro età e ad una ottima e efficace educazione.
Gita all’Abetone
A metà agosto 1953 i bimbi della Colonia Pontificia di Assistenza, in gita turistica all’Alpe di San Pellegrino con giro all’Abetone.
Con un pulman, preso d’assalto da bimbi e bimbette, accompagnati dalle Suore dell’Asilo, da mamme e dal Priore.
Sosta al Passo delle Radici, poi a piedi all’Eremo di San Pellegrino e visita ai corpi di San Bianco e Pellegrino.
Poi sosta a Sant’Anna a Pelago con pranzo al sacco e ripartenza per l’Abetone con visita alla seggiovia e ritorno a casa con breve sosta a Bagni di Lucca.
Il 12 agosto 1953 le suore del nostro asilo hanno solennemente festeggiato la loro Fondatrice Santa Chiara nel centenario della morte.
Festa preparata con un triduo di preghiere davanti al Santissimo esposto nella piccola Cappella dell’asilo, ultimamente rimessa a nuovo.
Nel giorno della festa recita di tre Messe alla presenza delle bambine della scuola del lavoro e numerose altre persone del paese.
L’ultima messa è stata celebrata da don Fabio Giannecchini parroco di Anchiano, e la Benedizione col SS. Sacramento ha concluso nel pomeriggio i festeggiamenti.
Le suore, per tutti i problemi che si presentavano nella gestione dell’asilo, aveva il signor Susini Alberto come uomo di fiducia sempre pronto a dare una mano. I paesani lo ricordano anche bravo a fare canestri e riparare gli ombrelli.
Segue seconda parte
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