COME SI VIVEVA UNA VOLTA.... A CONTATTO CON LANATURA ( SECONDA PARTE )

 

Come si viveva una volta……a contatto con la natura

                                  (seconda parte)


                                      L’orto e le semine

Con il terminare dell’inverno si vangavano, come oggi, gli orti che in genere sono piccoli appezzamenti recintati dove si seminano vari tipi di ortaggi durante i mesi primaverili e

estivi.

I nostri nonni osservavano le fasi lunari per le semine che generalmente coincidevano con la luna calante.

In genere aspettavano la settimana santa e qualcuno seminava il giorno in cui cadeva il Natale naturalmente in quel caso non guardando le fasi lunari.

La vangatura era fatta tutta a vanga e quando si passava ad arare campi interi per il grano, il granturco o le patate si aiutavano gli uni con gli altri passando da una proprietà all’altra.

Per i campi grandi si usava arare e fare i solchi con l’aiuto delle mucche e del cavallo usando l’aratro per vangare e l’erpice per sminuzzare la terra.






                                                             l’aratro l’erpice







                        Aratura e fresatura con l’erpice dei campi con le mucche




                                                             l’orto familiare


Gli ortaggi

I nostri antenati, si può dire, vivevano da vegetariani dato che usavano nutrirsi principalmente con i prodotti della terra, mentre la carne serviva da companatico. Si faceva uso anche di erbe selvatiche tipo i fiori di acacia, il crescione, le cime di ortica, le gemme dei luppoli e chi più ne ha più ne metta.

Per il caffè si abbrustoliva l’orzo raccolto nei campi.

Si faceva la conserva densa di pomodoro.

Si mangiavano belle fette di pane con olio e sale o con acqua e zucchero.

Una cena molto comune era la zuppa con cavoli e fagioli e altre verdure e dei saporiti minestroni.

Grande importanza per i fagioli che erano definiti “la carne dei poveri”

Naturalmente le verdure fresche primaverile e estive come insalate , bietole, cipolle, porri, carote, zucche e finocchi e nel periodo autunnale i “rapini”.

Era comune andare per i campi e i poggi per raccogliere verdure spontanee dette “gli erbi” come: Pane e caci, cicerbite, raperonsoli, sassatelli,dente di leone o piscialletti, finocchio servatico, borraggine che venivano usate per insalate o zuppe.


Il concime organico

Il concime organico si ottiene dalla decomposizione di sostanze di origine animale o vegetale.

Il letame o concime stallatico è ricco di azoto, fosforo e potassio; è formato dagli escrementi animali, fogliame o paglia usato come letto per gli animali della stalla.

Veniva raccolto nella concimaia che si trovava in genere a lato della stalla in un luogo delimitato da muri e dove il concime poteva maturare per poi essere portato nei campi,


Il concime stallatico è ricco di azoto(N) utile per il fogliame e le parti verdi; fosforo (P) per le radici e i fiori; potassio(K) per frutti colore e sapore.




                                                                    La concimaia


Il bottino

Il bottino erano gli escrementi umani che venivano raccolti in una vasca chiamata pozzo nero. Nelle case c’era il gabinetto (cesso) che in genere era un piccolo sgabuzzino situato fuori sul terrazzo con un buco collegato direttamente con la fogna dove si stava accovacciati e per pulirsi si usava carta di giornale appesa ad un chiodo. Si ricorda che prima i bisogni si andava a farli nella stalla usando foglie per pulirsi. Non usando ne acqua ne saponi o detersivi ma solo urine e feci si poteva usare per concimare orti e prati e veniva chiamato anche “perugino”. Sotto bigongione stanga e gitto per prelevare e portare il perugino nei campi.




Quando la strada era inghiaiata al passaggio dei cavalli, asini o muli si raccoglievano i bisogni lasciati a terra come concime per i fiori e l’orto.


Il maggese

Il maggese è una pratica agricola che consiste nella messa a riposo di un appezzamento di terreno per restituirgli fertilità.

E’ una tecnica per far riposare un anno il terreno negli avvicendamenti colturali.



Spaventapasseri

Lo spaventapasseri è un manichino messo nei campi per dissuadere gli uccelli ed è composto da un fantoccio di pezza o vimini montato su due sbarre di legno messe a croce abbigliato con vecchi abiti e un cappello di paglia per simulare una presenza umana.





L’importanza delle fasi lunari nelle semine


I nostri vecchi stavano molto attenti a seminare osservando le fasi lunari e privilegiando le semine dell’orto durante la fase di luna calante. Oggi sappiamo che effettivamente la luna può influire sul buon raccolto senza che le piante con facilità vadano a seme ma differenziando le semine, in linea generale, quelle che attraverso il fiore danno frutto durante la “luna crescente” e le altre a “luna calante”




                                                            Segue terza parte






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